I Falconieri del Vessillo - Falconeria Maestra - Fabrizio Piazza Maestro Falconiere

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I Falconieri del Vessillo

Il Conte Ruggero, come del resto tutti i potenti normanni di un tempo, cacciavo con i rapaci, e quindi sicuramente nella sua ascesa verso il meridione d'Italia, al suo seguito oltre all'esercito aveva potenti falchi e validi falconieri, questi si occupavano della salute dei falchi e del loro allenamento per poi metterli a disposizione del conte e degli altri nobili.
Questi falconieri mai menzionati o citati trovano in Falconeria Maestra un punto di riferimento per creare un Gruppo Storico Riconosciuto ossia “I Falconieri del Vessillo di Maria SS. delle Vittorie”.
Nel 2012 a Piazza Armerina è stato chiesto a una pittrice locale di dipingere l'immagine di Maria SS. delle Vittorie e ad un altra artigiana di montarla in un vessillifero, sotto l'immagine spicca “FALCONIERI DEL VESSILLO DI MARIA SS. DELLE VITTORIE ricamato completamente a mano a quel punto è stata chiesta autorizzazione per l'utilizzo. Solo a quel punto è stato possibile esporre il “Vessillo” al Santuario santa Maria del Monte di Varese dove da nove anni avviene la celebrazione della Benedizione dei Cavalieri Alati, li è rimasto per tutto il mese di maggio 2013, il mese della Madonna, per poi essere portato nella sede del Circolo Falconeria Maestra.
Da questo anno verrà portato solo in alcune rievocazioni italiane di un certo pregio. Per l'edizione del palio dei normanni 2014 il Vessillo verrà condotto a Piazza Armerina e una copia che è già in costruzione verrà conservata al museo diocesano.

Ogni falconiere del vessillo, a differenza del figurante storico di falconeria o allo strozziere o rievocatore storico di falconeria è in grado di maneggiare qualsiasi falco di alto, basso volo e/o cacciatore a vista, deve conoscerne le tecniche di addestramento, manutenzione e cura e altro ancora, è aperto solo a pochi validi che hanno partecipato ai vari corsi di livello storico, culturale e moderno che hanno mostrato doti particolari.

Conte Ruggero  ….. La Storia

Ultimo figlio di Tancredi d'Altavilla, venne in Italia ad aiutare il fratello Roberto il Guiscardo nella conquista della Calabria e della Sicilia. Aiutati dal pontefice che vedeva in loro la possibilità di cacciare via i Bizantini dall'Italia meridionale e i saraceni dalla Sicilia. Nacque così nel 1059 il concilio di Melfi dove il pontefice si impegnava a concedere ai normanni la Sicilia dopo che l'avessero liberata dalla dominazione musulmana. Ruggero sbarca con le sue armate a Messina nel 1061, conquistò Cerami (1063) e così tutto il territorio tra Troina e Messina per poi conquistare tutta l'isola. Venne definita, dai cristiani locali, l'avanzata di Ruggero, come guerra santa di liberazione dagli infedeli e così si crearono attorno alla sua figura delle leggende che si tramandarono per secoli che si sovraposero con le realtà storiche. Goffredo Malaterra, contemporaneo di Ruggero, narra delle gesta del conte sino al 1098, attribuendo le vittorie dei normanni all'aiuto divino.

Egli racconte di aver visto tra l'esercito normanno un cavaliere su uno stallone bianco rivestito di un armatura con in mano una lancia da dove sventolava un pennone con una croce, questo fu identificato come S. Giorgio. Ruggero credendo nell'aiuto divino invio quattro splendidi cammelli a papa Alessandro II che ricambiò con uno stendardo papale che avrebbe guidato l'esercito normanno alla vittoria. In questo contesto si inserisce la narrazione su Plutia ( oggi Piazza Armerina (EN) ): gli abitanti di Plutia, esaltati dalla fama di Ruggero si ribellano ai saraceni e aiutano il Conte ad entrare in città ed egli, in segno di benevolenza avrebbe donato alla città il Vessillo ricevuto da Alessandro II. Il Vessillo sembra sia stato dipinto da S. Luca e rappresenta la “Madonna con Bambino e Due Angeli” e che il nipote del gran Conte Ruggero re di Sicilia ossia Simone lo sistemò sull'altare della Matrice per essere esposto ai devoti. Nel 1161 la città venne distrutta da Guglielmo I d'Altavilla per aver partecipato alla rivolta dei lombardi contrari alla sua politica filosaracena, il Vessillo venne sepolto, chiuso in una cassetta di cipresso e ne furono perse le tracce. Ricomparve  fra il 1348-'49 durante la peste presso Piazza Vecchia dentro la cassettina, che trasportata in città dette fine alla peste e così venne ritenuta miracolosa e fatta oggetto di culto popolare. Non è precisa la data di ritrovamento, il 3 maggio o il 15 agosto ma si pensa alla prima, ossia il mese della Madonna, mentre il 15 agosto avvenne la dedica della Matrice a Maria SS. delle Vittorie e dal 1348 si celebra la festa a Maria SS. delle Vittorie. Il 3 maggio di ogni anno il Vessillo viene portato dalla chiesetta di Piazza Vecchia alla Cattedrale ed il 15 agosto avviene la festa patronale. La festa di ferragosto che celebra insieme alla leggenda dell'entrata di Ruggero a Piazza Armerina ed il culto della Sacra immagine, ha previsto per alcuni secoli solo “la Cavalcata” ossia il giro delle truppe per le principali vie della città. Dal 1952, prima con cadenza biennale, poi annuale, si è organizzata anche con la giostra tra i cavalieri dei quattro quartieri.

 
 
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