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Fabrizio Piazza
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LA
CACCIA CON IL FALCO

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La Falconeria è principalmente
caccia col falco e io la pratico ormai da anni, seguendo le normative
vigenti in Italia compresa di licenza di caccia, certificazione e
documento principale per poter esercitare la Falconeria in Italia.
Ho voluto scrivere queste righe in
merito proprio per far capire che chi fa esibizioni di Falconeria medievali
o di qualsiasi altro genere non fa solo quello, anzi, di solito è proprio li
che si nascondono validi falconieri specie se ad essere utilizzati sono gli
stessi esemplari usati per la caccia.
Lo spettacolo è un ottimo mezzo per
far conoscere alla gente quella Falconeria “buona”, fatta di amore verso i
rapaci, collaborazione e quanto altro lega falconiere/falco, così facendo si
lega la Falconeria alla gente, cosa che prima veniva condivisa poco grazie
all’”oscurantismo” di alcuni falconieri, che portano la gente e i “contrari”
a pensare e dire che i rapaci venivano o addirittura vengono catturati o
prelevati dai nidi, tenuti in gabbia e che soffrono le pene dell’inferno per
essere addestrati o costretti al cappuccio e così via. Oggi grazie agli
spettacoli e al confrontarsi con la gente e a rispondere alle domande poste
da quelli che vogliono capire, si ha la possibilità di dare la visione
giusta e vera della Falconeria facendo così accettare di buon grado tutte le
sfaccettature di questa nobile arte, compresa la caccia col falco.
Se sonodiminuiti gli attacchi da
parte di tanti è anche grazie a quei falconieri che agendo nel giusto hanno
portato la Falconeria fra le genti dando una visione positiva ai comuni
mortali. E’ bello sentire oggi qualche presidente dire : “oggi che veniamo
ben visti” ma …….. grazie a chi? … a quelli che ogni tanto si tolgono gli
abiti del falconiere solitario che va per campi e boschi a caccia col suo
compagno alato, figura che non interessa quasi a nessuno, e veste gli abiti
del falconiere medievale che è poi quello che conosce la gente, questo per
portare a conoscenza di tutti quello già citato prima. La gente comune è
interessata alle esibizioni, all’utilizzo dei rapaci nella comunità come
l’allontanamento nocivi da aeroporti, discariche, ecc., ecc., ma della
caccia di un singolo individuo in mezzo ai campi non interessa a chi non ha
la stessa passione, e in fin dei conti è giusto così, la caccia col falco
deve rimanere una cosa unica e alquanto personale non da raduno di massa. |
La caccia è un altra cosa, molto personale dove si instaurano forti legami
con questi meravigliosi animali che riescono ad affezionarsi al loro
compagno a due zampe e collaborare insieme in grandi battute. Mi dispiace
per chi dice che il rapace non si affeziona, significa che non assapora al
massimo il vero gusto della Falconeria. Se si porta regolarmente un falco
fuori a volare tutti i giorni, lo si rispetta, regola alquanto importante,
si istaura un forte legame, basti pensare a Siria ibrido PellegrinoxSacro
che fa dei bellissimi voli alla Coppaloni ( falco in aria mani in tasca),
sovra peso e con nessun cenno di fame, e comunque appena alzo il braccio per
centrarla a marcare il punto su di me arriva subito, ditemi voi che legame
ha col sottoscritto, non certo quello della fame-cibo-ricompensa. Ma torniamo alla caccia con i
rapaci sia di basso che di alto volo, ricca di emozioni forti……. Pensate al
mio Astore femmina Etna, che lanciato su un albero alla partenza per la
battuta ( caccia in pianta) mi segue nel fitto della boscaglia senza
richiamarla per poi piombare da un albero a un minimo richiamo sul fagiano
che frulla o sul coniglio che cerca rifugio; oppure Attila, falco Sacro
maschio, abituato a cacciare a vista la selvaggina da penna come facevano i
falconieri antichi o gli arabi dei tempi moderni, capace di voli a cul levè
di centinaia di metri con agganci mozzafiato, o levate verticali alla ferma
del cane del fagiano con il Sacro che aggancia anch’esso in verticale.
La caccia con il falco non è quella
che si vede nei raduni collettivi fatti per stare insieme una giornata dove
vi sono troppi spettatori e troppe macchine a mo di spettacolo mi viene da pensare e dire, con conclusioni, a volte, di “cacciate” con
falchi che catturano sotto le vetture o prede che si rifugiano dentro
l’abitacolo dai finestrini abbassati, ma è quella fatta da pochi individui
in mezzo ai campi a stanare il selvatico vero alzato dall’uomo o dal cane. |
La caccia col falco è anche
qualcosa di impressionante, pensate quella ai corvidi, dove devi correre il
più veloce possibile ad aiutare la Sacra che ha agganciato o il Pellegrino
che le stà prendendo. Per non dimenticare la picchiata a
350 km/h di Artù alla pernice che viene così stoccata a circa 2 m d’altezza
a poche frazioni di secondi dal frullo. Questa è la caccia di chi non fa
solo spettacolo. Come falconiere credo di avere
imboccato la strada giusta ecco perché “Falconeria Maestra” intesa come
riportare tutto alla giusta via….. la via maestra dove falconiere è colui
che caccia con i falchi …. ma non solo.
Fabrizio Piazza
Maestro falconiere dell’Alta Scuola
di Falconeria Italiana, del Gruppo Storico degli Struccieri e Presidente del
Circolo Falconeria Maestra |
RIPROPORRE UN ARTE ANTICA: VOLI ALL’ARABO NORMANNA CON I FALCHI SACRI
Ormai da anni
propongo questo tipo di caccia che consiste nell’utilizzare il falco sacro
così
come veniva usato nel Medio Evo, cioè lanciandolo direttamente dal pugno
all’inseguimento del selvatico appena levatosi, con inseguimenti
mozzafiato anche per centinaia di metri.
Era andata in disuso tale pratica presso i nostri
falconieri, ma ultimamente anche grazie alla propaganda fatta dal
sottoscritto sono sempre di più i falconieri che si cimentano in questo
stile di caccia al volo con i falchi sacri …. Che poi se vogliamo dirla
tutta è una delle prime forme di Falconeria praticata …. Se non la prima ……
poi vuoi per le capacità particolari che ci vogliono per addestrare dei
BUONI FALCHI SACRI AI VOLI “FUORI DAL CAPPUCCIO” ( così anche detta tale
pratica), vuoi per l’entrata in uso di animali “più facili” da addestrare,
vuoi per la mancata conoscenza di tale pratica, vuoi per avere tutto subito
e velocemente, si è arrivati a dire che il falco Sacro nasce per l’alto volo
e non per questi voli ( anche se poi si vedono pochissimi falconieri
volare l’alto volo con i falchi sacri), ma se diamo un occhiata agli antichi
trattati di Falconeria dove il vero falco da utilizzare nelle cacciate più
impegnative era proprio il falco Sacro o il Girifalco in questi voli su gru
e aironi, basti pensare che gli arabi, nella caccia vera e non quella da
raduno su preda pre marcata a mo di spettacolo, utilizzano ancora oggi
principalmente i falchi sacri proprio sfruttando questo tipo di volo con i
migliori risultati. |
Che ben vengano
i voli di pregio all’ARABO NORMANNA in quanto ricchi di tradizione e validi
per quei falconieri che dicono ai tempi moderni, fatti di prede premarcate e
di riserve di caccia, DI CACCIARE CON I RAPACI. IO DICO CHE BISOGNA UNIRE L’ALTO VOLO DEL
PELLEGRINO A UN BASSO VOLO DI ASTORE SALDANDOLI CON UN VOLO A VISTA DI
SACRO.
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