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LA CACCIA CON IL FALCO

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La Falconeria è principalmente caccia col falco e io la pratico ormai da anni, seguendo le normative vigenti in Italia compresa di licenza di caccia, certificazione e documento principale per poter esercitare la Falconeria in Italia.

Ho voluto scrivere queste righe in merito proprio per far capire che chi fa esibizioni di Falconeria  medievali o di qualsiasi altro genere non fa solo quello, anzi, di solito è proprio li che si nascondono validi falconieri specie se ad essere utilizzati sono gli stessi esemplari usati per la caccia.

Lo spettacolo è un ottimo mezzo per far conoscere alla gente quella Falconeria “buona”, fatta di amore verso i rapaci, collaborazione e quanto altro lega falconiere/falco, così facendo si lega la Falconeria alla gente, cosa che prima veniva condivisa poco grazie all’”oscurantismo” di alcuni falconieri, che portano la gente e i “contrari” a pensare e dire che i rapaci venivano o addirittura vengono catturati o prelevati dai nidi, tenuti in gabbia e che soffrono le pene dell’inferno per essere addestrati o costretti al cappuccio e così via. Oggi grazie agli spettacoli e al confrontarsi con la gente e a rispondere alle domande poste da quelli che vogliono capire, si ha la possibilità di dare la visione giusta e vera della Falconeria facendo così accettare di buon grado tutte le sfaccettature di questa nobile arte, compresa la caccia col falco.

Se sonodiminuiti gli attacchi da parte di tanti è anche grazie a quei falconieri che agendo nel giusto hanno portato la Falconeria fra le genti dando una visione positiva ai comuni mortali. E’ bello sentire oggi qualche presidente dire : “oggi che veniamo ben visti” ma …….. grazie a chi? … a quelli che ogni tanto si tolgono gli abiti del falconiere solitario che va per campi e boschi a caccia col suo compagno alato, figura che non interessa quasi a nessuno, e veste gli abiti del falconiere medievale che è poi quello che conosce la gente, questo per portare a conoscenza di tutti quello già citato prima. La gente comune è interessata alle esibizioni, all’utilizzo dei rapaci nella comunità come l’allontanamento nocivi da aeroporti, discariche, ecc., ecc., ma della caccia di un singolo individuo in mezzo ai campi non interessa a chi non ha la stessa passione, e in fin dei conti è giusto così, la caccia col falco deve rimanere una cosa unica e alquanto personale non da raduno di massa.

La caccia è un altra cosa, molto personale dove si instaurano forti legami con questi meravigliosi animali che riescono ad affezionarsi al loro compagno a due zampe e collaborare insieme in grandi battute. Mi dispiace per chi dice che il rapace non si affeziona, significa che non assapora al massimo il vero gusto della Falconeria. Se si porta regolarmente un falco fuori a volare tutti i giorni, lo si rispetta, regola alquanto importante, si istaura un forte legame, basti pensare a Siria ibrido PellegrinoxSacro che fa dei bellissimi voli alla Coppaloni ( falco in aria mani in tasca), sovra peso e con nessun cenno di fame, e comunque appena alzo il braccio per centrarla a marcare il punto su di me arriva subito, ditemi voi che legame ha col sottoscritto, non certo quello della fame-cibo-ricompensa. Ma torniamo alla caccia con i rapaci sia di basso che di alto volo, ricca di emozioni forti……. Pensate al mio Astore femmina Etna, che lanciato su un albero alla partenza per la battuta ( caccia in pianta) mi segue nel fitto della boscaglia senza richiamarla per poi piombare da un albero a un minimo richiamo sul fagiano che frulla o sul coniglio che cerca rifugio; oppure Attila, falco Sacro maschio, abituato a cacciare a vista la selvaggina da penna come facevano i falconieri antichi o gli arabi dei tempi moderni, capace di voli a cul levè di centinaia di metri con agganci mozzafiato, o levate verticali alla ferma del cane del fagiano con il Sacro che aggancia anch’esso in verticale.

La caccia con il falco non è quella che si vede nei raduni collettivi fatti per stare insieme una giornata dove vi sono troppi spettatori e troppe macchine a mo di spettacolo mi viene da pensare e dire, con conclusioni, a volte, di “cacciate” con falchi che catturano sotto le vetture o prede  che si rifugiano dentro l’abitacolo dai finestrini abbassati, ma è quella fatta da pochi individui in mezzo ai campi a stanare il selvatico vero alzato dall’uomo o dal cane.

La caccia col falco è anche qualcosa di impressionante, pensate quella ai corvidi, dove devi correre il più veloce possibile ad aiutare la Sacra che ha agganciato o il Pellegrino che le stà prendendo. Per non dimenticare la picchiata a 350 km/h di Artù alla pernice che viene così stoccata a circa 2 m d’altezza a poche frazioni di secondi dal frullo. Questa è la caccia di chi non fa solo spettacolo. Come falconiere credo di avere imboccato la strada giusta ecco perché “Falconeria Maestra” intesa come riportare tutto alla giusta via….. la via maestra dove falconiere è colui che caccia con i falchi …. ma non solo.

 

Fabrizio Piazza

Maestro falconiere dell’Alta Scuola di Falconeria Italiana, del Gruppo Storico degli Struccieri e Presidente del Circolo Falconeria Maestra

RIPROPORRE UN ARTE ANTICA: VOLI ALL’ARABO NORMANNA CON I FALCHI SACRI

Ormai da anni propongo questo tipo di caccia che consiste nell’utilizzare il falco sacro così

come veniva usato nel Medio Evo, cioè lanciandolo direttamente dal pugno all’inseguimento del selvatico appena levatosi, con inseguimenti mozzafiato anche per centinaia di metri.

Era andata in disuso tale pratica presso i nostri falconieri, ma ultimamente anche grazie alla propaganda fatta dal sottoscritto sono sempre di più i falconieri che si cimentano in questo stile di caccia al volo con i falchi sacri …. Che poi se vogliamo dirla tutta è una delle prime forme di Falconeria praticata …. Se non la prima …… poi vuoi per le capacità particolari che ci vogliono per addestrare dei BUONI FALCHI SACRI AI VOLI “FUORI DAL CAPPUCCIO” ( così anche detta tale pratica), vuoi per l’entrata in uso di animali “più facili” da addestrare, vuoi per la mancata conoscenza di tale pratica, vuoi per avere tutto subito e velocemente, si è arrivati a dire che il falco Sacro nasce per l’alto volo e non per questi voli ( anche se poi si vedono pochissimi falconieri volare l’alto volo con i falchi sacri), ma se diamo un occhiata agli antichi trattati di Falconeria dove il vero falco da utilizzare nelle cacciate più impegnative era proprio il falco Sacro o il Girifalco in questi voli su gru e aironi, basti pensare che gli arabi, nella caccia vera e non quella da raduno su preda pre marcata a mo di spettacolo, utilizzano ancora oggi principalmente i falchi sacri proprio sfruttando questo tipo di volo con i migliori risultati.

Che ben vengano i voli di pregio all’ARABO NORMANNA in quanto ricchi di tradizione e validi per quei falconieri che dicono ai tempi moderni, fatti di prede premarcate e di riserve di caccia, DI CACCIARE CON I RAPACI. IO DICO CHE BISOGNA UNIRE L’ALTO VOLO DEL PELLEGRINO A UN BASSO VOLO DI ASTORE SALDANDOLI CON UN VOLO A VISTA DI SACRO.

 


                                

 


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